Centro direz. multizonale di Careggi, Firenze

Titolo vero Centro direzionale multizonale di Careggi, Firenze
1999 | 2010
Committente AOUC Firenze
Architettura Ipostudio, Firenze; Elio Di Franco, Firenze; CSPE, Firenze
Strutture Gipieffe architettura, Forlì (FC); aei progetti, Firenze; Studio Chiarugi, Firenze
Impianti meccanici Consilium, Firenze; CMZ, Firenze
Impianti elettrici Consilium, Firenze; Lombardini Engineering, Firenze
Impresa INSO, Firenze
Progettazione 1999-2006
Realizzazione 2006-2010
Superficie 42.900 mq
Costo complessivo 24,2 mil €
Costo strutture 5,2 mil €
Disegni Ipostudio, aei progetti
Foto Pietro Savorelli
Foto cantiere aei progetti
Posto all’estremità nord del comprensorio sanitario, l’intervento, assolvendo al ruolo di ‘interfaccia scenografica’ con la città e di ‘porta di accesso’ all’intero campus ospedaliero, è informato da una chiara volontà ordinatrice: un vero e proprio pezzo di città, ispirato alle gerarchie morfologiche e agli allineamenti prospettici che costituiscono la cifra distintiva della struttura urbana del capoluogo toscano. Oltre all’organizzazione funzionale, la soluzione architettonica affronta il carattere urbano dell’intervento che si articola in quattro blocchi sviluppati sia fuori terra sia in interrato. Un’ampia pensilina portata da esili pilastri in acciaio, ‘comprende’ i diversi blocchi edilizi, sovrapponendosi in tutto o in parte ad essi e divenendo il baricentro compositivo e funzionale dell’intero sistema. Si tratta della grande hall di ingresso, a doppia altezza: un involucro trasparente che lascia (anche simbolicamente) intravedere, a chi si accosta ai servizi dell’Azienda ospedaliera, le ‘funzioni’ ivi contenute e, viceversa, consente di percepire, dall’interno, la propria posizione rispetto alla grande piazza coperta. Al di sopra della hall si trovano alcune sale riunione e un collegamento ‘a ponte’ con il blocco uffici ovest. La struttura della piazza coperta, interamente in acciaio, si caratterizza per la sua semplicità, punto di arrivo della ricerca di una sintesi attraverso il percorso progettuale. Gli allineamenti di pilastri circolari cavi, disposti su una maglia 10,8x10,8 m, sostengono un ordine di travi principali, anch’esse circolari, che danno appoggio alle travi a doppio T secondarie, perpendicolari alle prime e a loro volta supporto per il terzo ordine di elementi sui quali sono posati i rivestimenti sia superiore che inferiore. Tale chiarezza di gerarchia strutturale non viene attenuata dalla soluzione adottata per sostenere il volume anulare che perimetra la parte interna della piazza: volume aereo che in parte si appoggia ai pilastri circolari e in parte è sospeso, tramite tiranti circolari di piccola sezione, alla struttura di copertura. La tipologia adottata per le unioni, che prevede saldature in officina sia tra le sommità dei pilastri e i monconi di travi principali che tra queste ultime e gli spezzoni degli elementi secondari, permette di spostare i collegamenti bullonati in opera in sezioni di minor impegno strutturale, implicando un sensibile alleggerimento dei giunti, e, al contempo, di rendere effettivamente continui e rigidi i nodi dove i diversi ordini strutturali convergono. Si individua pertanto uno schema della struttura a telaio bi-direzionale in grado, grazie alla raggiunta continuità nei nodi critici e alla tipologia scelta per le sezioni, di rispondere efficacemente alle azioni orizzontali dovute al vento e, soprattutto, al sisma, anche in assenza di elementi controventanti, proponendosi di sfruttare al meglio le risorse delle strutture in fase post-elastica, laddove l’energia generata dal sisma può essere dissipata.